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domenica 8 aprile 2012
PINZA TRIESTINA
A volte ritornano ... :) ...almeno per farvi gli auguri di Buona Pasqua !!
Scusatemi se in questo periodo mi assento parecchio dal blog di cucina ma come vi ho già detto è un momento questo dove la passione culinaria passa in secondo piano, o meglio la voglia di preparare nuovi piatti, sperimentare, non è al top.
Però per questa Pasqua ho voluto provare a cimentarmi nella preparazione del dolce tipico della mia città che si fa proprio in questi giorni di festa. Avevo chiesto già molto tempo fa a mia nonna i suoi segreti e trucchi per farle belle e buone come lei, ma da qualche anno in qua si lamenta della riuscita delle sue pinze perché non ha più il suo vecchio forno a gas con il quale lei si trovava così bene, sostituito ora da un piano cottura con il forno con il quale lei non ci va proprio d'accordo :) ... vabbé a 86 anni è un po' difficile "sconvolgere" il proprio mondo ed abituarsi a cose "più moderne", è del tutto comprensibile, così mi sono arrangiata.
Ho preso in mano i miei libri di cucina tipica triestina ed ho cominciato a scartabellare le varie ricette .... mi è preso un colpo nel vedere le mille versioni proposte, tutte con dosi degli ingredienti una diversa dall'altra, una riportava quantità industriali di uova e farina, un'altra tempi "troppo" biblici, per me, nella sua preparazione ( mi sono svegliata tardi col volerle preparare...andavo di fretta ^__^ ) . Così ho fatto di testa mia seguendo il procedimento base e ridimensionando le dosi degli ingredienti.
Risultato più che soddisfacente ...ne ho infornate tre di media grandezza e devo dire che sono venute proprio bene.
Le pinze triestine non hanno nulla a che vedere con quelle venete, che sì, portano lo stesso nome ma che si preparano con altri ingredienti e non si fanno a Pasqua.
Questo "pane dolce" lievitato andrebbe accompagnato con del prosciutto crudo o cotto tagliato a mano nel giorno di Pasqua, ma molto più spesso viene assaporata a colazione con una bella spalmata di crema alle nocciole o marmellata o pucciata nel latte tiepido.
Ecco come le ho preparate.
INGREDIENTI PER 3 PINZE DI MEDIA GRANDEZZA
per il primo lievito
50 gr di lievito di birra
400ml circa di latte tiepido
un pizzico di sale
1 cucchiaio di zucchero
350 gr di farina
per il secondo lievito
200 gr di zucchero
3 uova intere + 2 tuorli ( a temperatura ambiente)
100 gr di burro fuso tiepido
500 gr di farina + quella aggiunta nella lavorazione dell pasta ( circa 200 gr )
scorza grattugiata di un limone
un bicchierino di rum
un uovo per spennellare la superficie
In una terrina ho spezzettato il lievito e l' ho sciolto con un poco di latte tiepido, ed ho aggiunto il sale e lo zucchero ; ho aggiunto poi gradualmente la farina e il latte rimasto, ottenendo una pastella soffice. Ho coperto con della pellicola e un canovaccio il recipiente e l'ho posto in un ambiente caldo ( viste le giornate umide e uggiose io accendo ancora per un paio d'ore la stufa durante il giorno, così ho posizionato la ciotola sopra di essa) e ho lasciato che il composto raddoppiasse di volume ( circa 30 minuti).
Trascorso questo tempo ho ripreso il composto ed ho aggiunto poco per volta gli ingredienti del secondo lievito: un uovo amalgamandolo all'impasto, poi un po' di zucchero, un po' di farina, la scorza del limone, il rum, qualche cucchiaio di burro, mescolando con un cucchiaio di legno ed incorporando bene tutti gli ingredienti prima di aggiungerli fino al loro esaurimento. Ho ricoperto con la pellicola ed il canovaccio il recipiente ed ho fatto raddoppiare di volume nuovamente l'impasto, sempre in luogo caldo ( circa un'ora).
Ho infarinato il mio piano di lavoro e leggermente le mie mani , ho preso l'impasto ed ho cominciato a lavorarlo aggiungendo poco per volta della farina, fino a che l'impasto non è risultato lucido, morbido, elastico ma non appiccicoso ...l'ho lavorato per circa 20 minuti a mano, affondando i pugni nell'impasto ( così c'era scritto su una delle tante versioni che ho trovato per la preparazione delle pinze ).
Ho suddiviso l'impasto ottenuto in tre palle ed ho inciso con le forbici tre tagli in modo da formare una sorta di croce, le ho poi spennellate con l'uovo rimasto e lasciato lievitare, su carta forno, ancora per mezz'ora. Le ho infornate una alla volta a 160° C per 40 minuti circa ( devono diventare di colore bruno dorato) e a metà altezza del forno. Fatele raffreddare prima di consumarle.
Vi rinnovo il mio augurio di trascorrere una serena Pasqua e ...alla prossima ricetta e se vi va passate pure a curiosare le mie creazioni nel mio blog creativo.
Un abbraccio a tutti!!
lunedì 16 gennaio 2012
RISI E BISI
Rieccomi qua dopo un paio di settimane di assenza, avevo bisogno di relax dopo il periodo natalizio e di piatti leggeri dopo i pranzi e le cene ricche di ogni ben di Dio. Spero che non vi siate dimenticati di me ^__^, cercherò di rimediare d'ora in avanti postando qualche ricetta in più
Oggi vi propongo un classico, una ricetta semplice, della tradizione e tipica della zona veneta, ottima in questi giorni freddi di gennaio, i risi e bisi.
INGREDIENTI PER 2 PERSONE
300 gr di piselli ( meglio se freschi altrimenti vanno bene anche quelli surgelati)
70 gr di prosciutto cotto a dadini
1/2 cipolla
olio evo
sale
180 gr di riso per minestra ( io parboiled)
prezzemolo q.b.
circa 500ml di brodo vegetale
un pezzetto di burro
grana grattugiato
In un tegame fate soffriggere in un paio di cucchiai di olio la cipolla affettata sottile e il prosciutto; aggiungete i piselli ( se freschi unite un po' d'acqua e cuoceteli fino a che saranno quasi teneri, se invece usate quelli surgelati cuoceteli in acqua bollente per 5 min.) il prezzemolo, aggiustate di sale, versatevi il riso e aggiungete un paio di mestoli di brodo caldo, abbassate la fiamma e cuocete a pentola coperta. Se serve, durante la cottura aggiungere un po' di brodo, perché non deve addensarsi troppo ma rimanere un po' "brodoso" .
A fine cottura e via dal fuoco aggiungere un pezzetto di burro e se vi piace una bella grattata di formaggio Grana ...io ho voluto "esagerare" ed ho fatto delle cialde di Grana ^__^ .
Con questa ricetta partecipo al contest di Gianni del blog "La mia cucina" per festeggiare il suo compliblog
lunedì 17 ottobre 2011
SEMBRA FACILE, INVECE...SPAGHETTI CACIO E PEPE
Da poco rientrati dalla nostra breve vacanza romana, siamo ritornati in questo piccolo (..e freddo) angolo del nord, con la pelle ancora calda che il sole e le temperature di un'estate che non voleva saperne di finire nemmeno ad ottobre, ci ha abbronzati dopo aver percorso non so quanti kilometri per le vie di Roma, scoprendola,guardandola, respirandola e fotografandola in ogni angolo e via,...ma non abbiamo potutao "assaggiarla" come desideravamo.
Marco è stato per cinque mesi a Roma quando ha fatto il servizio militare presso il Quirinale, e da tempo voleva portarmi nella capitale, perché io non c'ero mai stata. Così ci siamo presi 4 giorni e siamo volati nella bella città eterna.
Come vi dicevo però non siamo riusciti a gustare i piatti tipici, perché siamo partiti senza documentarci ( come invece facciamo sempre prima di partire per le nostre destinazioni) sui ristoranti con cucina tipica e dove non serve fare un salasso al portafogli. Ci siamo limitati a qualche panino, tramezzino e pizza. Quest'anno purtroppo è andata così perché altri pensieri hanno occupato i nostri cuori e la nostra mente...
Siamo quindi rientrati a Trieste con ben 20° di differenza rispetto alla capitale e con la voglia di assaporare qualcosa di tipico di questa bellissima città, come ad esempio una buona cacio e pepe.
A primo acchito sembra una cosa da nulla questa ricetta, in fondo "che ce v'ho" se non un po' di pecorino romano e del pepe???... che ci vuole ??? bè , lei ne sa qualcosa a tal proposito e io che mi fido dei suoi piatti e delle sue ricette l'ho seguita passo passo per preparare questo piatto comeiddiocomanda!!
Ma la prima volta il risultato non mi ha soddisfatta un granché, il sugo poco cremoso e qualche grumo nonostante abbia mescolato a più non posso la pasta nella fase clou , così oggi c'ho riprovato ed è andata meglio.
Buona la seconda...
Vi riporto solo gli ingredienti, per il procedimento vi rimando sempre da lei per ogni dettaglio da seguire mooolto attentamente .
ingredienti :
100 gr di spaghetti cottura 10 minuti
430 gr di acqua
sale (la metà di quanto se ne usa di solito)
40 gr di pecorino romano
pepe abbondante macinato al momento
Vi lascio con altri scatti della mia vacanza a Roma.... buona giornata a tutti!!
domenica 10 luglio 2011
CHIFELETI DE PATATE
Non so cosa mi sia passato per la testa oggi, ma sfogliando il libro di cucina di ricette triestine, per l'ennesima volta mi sono fermata alla pagina dove c'è la ricetta dei chifeleti de patate, così nonostante le temperature infernali, mi sono avventurata prima nel bollire le patate e poi sono passata alla frittura di questi deliziosi dolcetti . Ma proprio l'altro giorno non vi avevo detto niente ricette impegnative ??.... O__o
Io non ho apportato alcuna modifica alla ricetta originale che ho trovato nel libro di Mariella Devescovi Damini "Pasticceria Triestina", che spesso utilizzo quando voglio portare in tavola un piatto tipico della mia città . Ho preferito preparare la versione classica.
Per prepararli vi serviranno:
500 gr di patate
1 uovo
una noce di burro fuso
150 gr di farina
1 pizzico di sale
olio per friggere
zucchero semolato
In una pentola lessate le patate con la buccia. Una volta cotte, scolatele e privatele della buccia poi passatele nello schiacciapatate.
Lasciate intiepidire poi aggiungete l'uovo, il burro , il pizzico di sale e la farina. Impastate fino a d ottenere un composto omogeneo. In una pentola mettete a scaldare l'olio per friggere. Intanto prelevate un po'alla volta un poco di composto e formate dei cilindretti non troppo grandi che piegherete a ferro di cavallo. Tuffateli nell'olio e friggeteli . Saranno pronti quando si gonfieranno e assumeranno una leggera doratura. Fateli scolare su carta assorbente e cospargeteli con dello zucchero semolato e se vi piace, con un po' di cannella in polvere. Vi assicuro che il fritto risulta bello asciutto e non avrete una dolce che cola grasso da tutte le parti né tanto meno pesante.
Con questa ricetta partecipo al contest "La perla della cucina italiana" che Imma di Dolci a go go ha indetto in occasione della nuova linea di pentole di Illa.
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lunedì 4 luglio 2011
PASTA CH' I' SARDI (pasta con le sarde)
Ho deciso di preparare questo favoloso primo piatto per il contest di Mon petit bristot, ideato da Claudia, perché ho la fortuna di vivere in una città di mare e quindi poter reperire facilmente il pesce fresco ogni giorno ( in questo caso le sarde o sardoni, come le chiamiamo qui a Trieste) e poi perché nel mio giardino tra le varie erbe aromatiche che ho, cresce una bella pianta di finocchietto selvatico. Mi è piaciuta subito quest'idea di ispirarsi ai famosi romanzi di Camilleri, anche se sono sincera non ho i suoi libri, ma io che la tv la guardo davvero poco, non mi perdo (quasi) mai gli episodi trasmessi sulla rai, delle vicende di Montalbano, sono troppo belli.
Questo piatto che ho deciso di riproporre ,Camilleri lo cita nel suo libro " Il cane di terracotta" .
Nonostante io viva esattamente dalla parte opposta della bella Sicilia, che un giorno mi piacerebbe poter visitare, spero di aver rappresentato al meglio questo piatto tipico che sicuramente rifarò altre volte
Le versioni, da quanto ho letto, sono diverse da zona a zona della Sicilia. Io ve la presento così!
INGREDIENTI PER 2 PERSONE
200 gr di pasta formato maccheroni o bucatini
250 gr di sarde freschissime pulite
1 cipolla bianca media
3 acciughe salate
un bel mazzetto di finocchietto selvatico
1 cucchiaio di uva sultanina
1 cucchiaio di pinoli
1 bustina di zafferano
olio evo
sale
2-3 cucchiai di pangrattato
peperoncino ( ingrediente aggiunto)
1 cucchiaio di capperi sotto sale (ingrediente aggiunto)
Per la preparazione vi rimando alla spiegazione che ho trovato qui . Io ho semplicemente aggiunto dei capperi sotto sale ben risciacquati sotto l'acqua e un po' di peperoncino, non volevo storpiare il gusto più di tanto di questa splendida pasta.
Mi dispiace solo che le foto non abbiano uno sfondo adeguato per il contest , non abito vicino al mare altrimenti mi sarei potuta sbizzarrire di più né tanto meno sono originali, causa mancanza di tempo. Mi faceva piacere semplicemente partecipare e provare un piatto nuovo. Spero comunque che la mia preparazione vada bene.
Buon lunedì a tutti.
giovedì 5 maggio 2011
"GNOCHI DE PAN"...CON BURRO, SALVIA E GRANA
Ecco un ottimo riciclo per il pane raffermo. Oltre alla torta ( buonissima) dalle mie parti si usa fare i "gnochi de pan" che possono essere conditi con una salsa di pomodoro e basilico o accompagnati in alcuni casi con con il goulash, e così sarà un ottimo piatto unico. Io li ho imparati a fare da mia nonna che usa mettere, al posto della pancetta a cubetti, della mortadella tagliata a dadini .
Vi do gli ingredienti per 4 persone cioè quattro gnocchi a persona ma se volete rimanere più leggeri potete servirne anche due a persona...sono belli sostanziosi :).
ingredienti per gli gnocchi:
400 gr di pane raffermo
70 gr di pancetta affumicata a cubetti
500 ml di latte
1 uovo
2 cucchiai di Grana grattugiato
farina (q.b. per ottenere un impasto compatto una volta strizzato il pane dal latte)
1 cucchiaio di prezzemelo tritato
sale
condimento:
200 gr di burro
6 foglie di salvia fresca
1/2 cucchiaino di salvia secca tritata
Grana
In una ciotola raccogliete il pane raffermo tagliato a tocchetti, versatevi il latte e lasciate riposare per almeno un'ora. trascorso questo tempo, strizzate bene il pane per togliere l'eccesso di latte, unite l'uovo, il prezzemolo, il formaggio grattugiato e la pancetta che avrete fatto rosolare in una padella con un filo d'olio evo. Mescolate con un cucchiaio di legno, aggiungete un po' di farina e cominciate ad impastare con le mani. Io, per non rendere troppo "pesanti" gli gnocchi, al posto della farina aggiungo anche del pangrattato. Formate degli gnocchi non troppo grandi. In una pentola portate a bollore dell'acqua salata e tuffatevi gli gnocchi un pochi per volta. Dal momento che vengono a galla cuoceteli per altri 10 min.
Nel frattempo in una padella antiaderente sciogliete il burro insaportio con la salvia secca.
Prelevate gli gnocchi cotti con una schiumarola e trasferiteli nella padella col burro e saltateli per qualche minuto, aggiungete le foglie fresche di salvia e servite con una bella grattuggiata di Grana.
lunedì 7 marzo 2011
FAVE ALLA SICILIANA
Terzo contest di About Food e partecipo anche a questo, non c'è due senza tre , no ? :)
Un piatto che assolutamente non è della mia zona ma della calda e solare Sicilia. Mi è piaciuta subito per questo suo sapore agrodolce e l'ho trovata adatta a questo contest visto che gli ingredienti principali sono entrambi presenti.
ingredienti per 4 persone
400 gr di piselli ( io ho usato quelli surgelati)
600 gr di fave ( io ho usato quelle surgelate)
400 gr di carciofi a fette
3 cipolline fresche
2 cucchiai di zucchero di canna
1 bicchiere di aceto di mele
olio evo
sale
Tritate le cipolle fresche e fatela soffriggere con un po' di olio in 3 tegami diversi. nel primo mettete i carciofi puliti . Coprite con un po' di acqua e fate cuocere a fuoco moderato e coperto. Fate la stessa operazione anche per le fave e i piselli. quando le verdure saranno quasi cotte togliete il coperchio e fate evaporare l'acqua in eccesso, alzando la fiamma.
Quando le verdure saranno cotte riunitele in un solo tegame, conditele con qualche cucchiaio di olio e lasciate insaporire per una decina di min., mescolando di tanto in tanto.
nel frattempo mescolate lo zucchero di canna all'aceto, versate sulle verdure, cuote per un paio di min.,lasciate raffreddare e servite.
venerdì 25 febbraio 2011
KAISERSCHMARREN ...[Eggs in smoking, la mia ricetta a base di uova ]

E' un piatto che i popoli di lingua tedesca chiamano Schmarren , e che la mia città, Trieste, conobbe soprattutto grazie all'Imperatore d'Austria "Franz" ( alias Francesco Giuseppe) il quale assaggiò questo piatto in montagna con la sua Sissi. Così venne chiamato Kaiserschmarren ossia frittatina dell'imperatore. Ecco perché è d'obbligo lo smoking :).
Un po' storpiato nel nome, il "kaisersmar", viene oggi preparato di rado a Trieste, nei ristoranti e comunque solo nelle sempre più rare occasioni in cui fa da protagonista la nostra cucina tipica.
Con questo dolce, partecipo al contest di Gustosamente che in collaborazione con "Scacco alle regine" ha messo in palio dei premi davvero carini e simpatici.

Niente di troppo difficile però ne esce un piatto davvero buono.
INGREDIENTI per 2 persone
2 uova ( albumi e tuorli separati)
una manciata di uvetta fatta rinvenire nel rum
250 ml di latte
50 gr di zucchero
150 gr di farina
olio o burro per friggere
per guarnire:
zucchero a velo
salsa di lamponi o marmellata di ribes
Si prepara una pastella mescolando i tuorli con la farina, lo zucchero, l'uvetta strizzata e il latte. Quando il composto risulterà scorrevole si uniscono gli albumi montati a neve, delicatamente.
Riscaldate in una padella l'olio e gettate il composto e cuocete finché non si sarà rappreso, spezzettate la frittatina con la forchetta e rigirate finché i vari pezzi non saranno ben dorati. Togliete dal fuoco. Servite ancora caldo cospargendo la frittata con lo zucchero a velo e accompagnate con la salsa di lamponi.

* Le informazioni storico-culinarie sono state prese dal libro "Pasticceria Triestina" di Mariella Devescovi Damini.
venerdì 13 agosto 2010
GITA A SAURIS

E la chiamano estate ...
Quest'anno, a parte qualche giorno di afa , l'estate non si è fatta proprio sentire. Certo ci sono state belle giornate soleggiate ma anche tanti temporali e piogge, e anche adesso che scrivo la pioggia cade e il cielo borbotta.
Per fortuna che almeno una gita, in questa settimana di ferie sono riuscita a farla. Lunedì infatti ci siamo alzati presto, abbiamo preparato alcune cose per Roll , lo abbiamo caricato in macchina e siamo partiti per andare a Sauris. La giornata è stata splendida, ci siamo fermati a Gemona per una breve sosta e un caffè. Abbiamo continuato il viaggio per Lateis ( frazione del comune di Sauris) facendo una breve passeggiata in un bosco e godendo della splendida vista del lago e subito dopo ripartiti per andare a Sauris. Il nostro punto d'arrivo ovviamente, era il prosciuttificio Wolf, dove abbiamo mangiato il buon prosciutto tipico della zona e fatto scorta di alcuni buoni prodotti, come le salsicce, la pancetta, il salame, la birra e ovviamente il prosciutto.
SAURIS

La nostra gita è continuata per malghe dove abbiamo acquistato ottimi formaggi che ovviamente come il prosciutto di Sauris sono praticamente già finiti :).






PASSEGGIANDO PER RAVASCLETTO


Prima di rientrare a Trieste abbiamo fatto una sosta a comprare anche il succo di mela che la mia dolce metà ricordava di aver preso anni fa e seppur non ricordando esattamente dove, il "fiuto" l'ha guidato nel punto giusto ;), a Cercivento . Ancora una breve tappa a Ravascletto e poi via a casa ad assaggiare tutte queste bontà tipiche della Carnia.

IL RIENTRO A CASA :)

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martedì 10 agosto 2010
STRUCOLO DE SPINAZE IN STRAZA ( Strudel di spinaci cotto nel canovaccio)

Questo che posto oggi è una variante di un strucolo ( strudel) salato che è tipico della nostra regione. Ci sono più versioni per il ripieno, che può essere salato o dolce, ma anche per l'impasto, che può essere preparato con farina e uova ma anche con patate. Ciò che rimane invariata è il tipo di cottura, infatti per tutti si usa avvolgere lo strudel in un canovaccio e immergerlo in una pentola con acqua bollente, oppure legare il canovaccio ad un mestolo di legno lungo e appoggiarlo sopra alla pentola con acqua calda e quindi cuocerlo a vapore.
L'idea di prepararlo nei giorni scorsi è venuta alla mia dolce metà che ricordando quello che mangiava a casa di sua mamma e che da troppo tempo mancava in tavola, ha voluto preparare.
Ed ecco il risultato!!!
Per l'impasto:
INGREDIENTI x 6 persone:
500gr di farina
3 uova
acqua tiepida q.b.
sale
Si fa la fontana con la farina e al centro si mettono gli altri ingredienti , si impasta per bene aggiungendo l'acqua poca per volta fino a raggiungere un impasto liscio ed elastico. Si ripone nel frigo per circa 20-30 min, avvolto nella pellicola. Trascorso questo tempo lo si stende con il mattarello in una sfoglia non troppo sottile, sopra ad un canovaccio.
Per il ripieno:
250 gr di ricotta fresca
un uovo
600 gr circa di spinaci cotti (abbiamo usato quelli surgelati)
100gr di grana padano grattugiato
sale e pepe
In una ciotola si lavorano insieme gli spinaci con la ricotta, l'uovo, il grana e si aggiusta di sale e pepe. Si stende il ripieno sulla pasta e senza toccarla e con l'aiuto del canovaccio si arrotola. Si legano gli estremi del canovaccio con spago da cucina e si mette nella pentola con l'acqua calda e salata e si fa cuocere per circa 30-40 min.
Una volta cotto lo strudel , toglietelo dal canovaccio, tagliate a fette larghe di circa 2-3 cm e sistemate su un piatto da portata e irrorate con del burro fuso e spolverizzate con altro formaggio grattugiato.
Se accompagnato con dell'arrosto diventa un bel piatto unico.
E ora vi mostro come è cresciuto questo piccolo "strucolo" ;) ...ve la ricordate quanto era piccina??? E' cresciuta un bel pò ed è un'adorabile peste infatti l'abbiamo chiamata Terry ( terribile) !!! ...Qui beccata in un momento di totale relax :) ...

domenica 9 maggio 2010
TOZZETTI CON NOCCIOLE VITERBESI
Eccoci qua, come promesso stamattina sono riuscita a realizzare i tozzetti con le nocciole dei Monti Cimini, ricetta tradizionale del viterbese, che Sara mi ha mandato con tutti gli ingredienti necessari per realizzarla e con la quale partecipo allo swap di Mara.
Spero di esser stata abbastanza brava in quanto è la prima volta che realizzo questo dolce...che dici Sara? Li ho fatti bene?? Lo spero proprio ...io dal canto mio vi assicuro che sono buonissimi e che il profumo che stamattina ha invaso la mia cucina nel prepararli mi ha messo di buon umore, nonostante il tempo qui non è ancora dei più belli e caldi, anzi.

Vi trascrivo qui la ricetta che Sara mi ha inviato:
INGREDIENTI:
500gr di zucchero semolato
400gr di nocciole viterbesi tostate
800gr circa di farina "00"
la buccia grattugiata di un limone
125gr di margarina ammorbidita
5 uova
1 bustina di lievito per dolci
1 bicchierino di Mistrà

PROCEDIMENTO:
In una spianatoia disporre 600gr di farina setacciata col lievito, a fontana. Al centro sbattere bene le uova con lo zucchero. Aggiungere la buccia di limone, la margarina ammorbidita,il liquore e infine le nocciole intere. Amalgamare bene e impastare con le mani, aggiungendo altra farina finché il composto non sia ben fermo ( saranno necessari altri 200gr). A questo punto formare dei filoncini larghi circa 4 cm . Disporli su una teglia con carta da forno e cuocere a 180° per circa 20 min. o fino a che non siano appena dorati. Sfornare e tagliare trasversalmente con un coltello affilato e formare dei tozzetti larghi circa 2cm . Disporli nuovamente nella teglia e infornarli a 160° per altri 10 min circa, in modo da rendere croccante e biscottata la superficie del taglio.
Far raffreddare in forno aperto e assaporare freddi, volendo ( certo che si!!! ) accompagnati da Vin Santo.

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